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Pagamenti

Quali metodi di pagamento accettare in un e-commerce italiano

Il Report eCommerce 2024 di Nexi, realizzato con Teleperformance, ha raccolto oltre 28.000 interviste in 11 Paesi europei.

Cosa vogliono davvero gli acquirenti online italiani

Il Report eCommerce 2024 di Nexi, realizzato con Teleperformance, ha raccolto oltre 28.000 interviste in 11 Paesi europei. Tra gli acquirenti online italiani i metodi più usati sono PayPal (58%), carte di debito (44%) ed e-wallet (13%).

Il dato aiuta a ordinare le opzioni nel checkout. Il metodo più diffuso non è una carta, ma un servizio di pagamento con account; la carta di debito è il secondo riferimento.

La XXIII edizione dell'Osservatorio Carte di Credito e Digital Payments è curata da Assofin, Ipsos e Nomisma. Nel 2024, rispetto al 2023, registra +12,3% nel numero di transazioni cashless e +4,1% nel valore transato. Le carte di debito trainano la crescita, con transazioni su POS a +16,4%, quasi due terzi del totale cashless.

Secondo lo stesso Osservatorio, le carte prepagate restano uno strumento privilegiato per gli acquisti online, grazie alla facilità d'uso e all'integrazione con wallet e app di pagamento. Il Buy Now Pay Later è una formula in crescita, da valutare come opzione aggiuntiva su determinati carrelli. Il pagamento alla consegna in contanti resta una quota da considerare, soprattutto nelle fasce d'età più tradizionaliste.

In pratica, PayPal e carte vanno sempre presenti e visibili. Le prepagate vanno accettate senza trattarle come un caso limite: sono uno strumento d'elezione per l'online. Il BNPL è un'opzione aggiuntiva su determinati carrelli. Il contrassegno, se attivato, è un servizio con costi propri, non un default.

Carte di credito, debito e prepagate: la base dell'e-commerce

Le carte di credito e di debito sono la modalità più utilizzata per i pagamenti e-commerce in Italia. I numeri dell'Osservatorio Assofin-Ipsos-Nomisma dicono cosa aspettarsi. Le carte di credito attive sono 13,8 milioni, con 1,7 miliardi di operazioni (+7% sul 2023) e 109 miliardi di euro transati (+3,4%). L'importo medio per transazione è sceso a 63 euro: segnale di un impiego più frequente anche per spese di piccolo taglio.

Sul lato debito, la crescita a doppia cifra delle transazioni su POS indica un bacino di pagatori abituali. Questi si aspettano di usare la stessa carta anche online.

Le prepagate sono 33,6 milioni, con operazioni in crescita del +13% rispetto al 2023 e valore medio per operazione di 32 euro (-4,8%). È il profilo di chi vuole controllare la spesa.

Funzionano bene su ordini di importo contenuto e acquisti ricorrenti di piccolo taglio. È utile accettarle senza chiedere requisiti aggiuntivi rispetto alle altre carte.

Tra le prepagate, Stripe cita espressamente Postepay tra i metodi di pagamento da considerare per l'e-commerce in Italia. Va quindi verificata con il proprio fornitore di pagamenti.

Sul piano dei vincoli, il decreto-legge del 30 aprile 2022 n. 36 impone a professionisti e aziende di accettare pagamenti con carta di credito o debito. In caso contrario si rischia una sanzione amministrativa pecuniaria di 30 euro in aggiunta al 4% del valore della transazione, anche per piccoli importi. Accettare le carte non è solo una scelta commerciale: è un requisito da soddisfare già per gli importi minimi.

Volumi e andamento delle carte in Italia (2024)

  1. Carte di credito attive13,8 milioni
  2. Operazioni con carte di credito (+2023)+7%
  3. Valore transato con carte di credito (+2023)+3,4%
  4. Importo medio per transazione (carte di credito)63 euro

Utilizzo di carte prepagate in Italia (2024)

Numero di carte prepagate
33,6 milioni
Crescita operazioni prepagate (+2023)
+13%
Importo medio per operazione
32 euro

Wallet digitali e pagamenti riconoscibili: meno attrito al checkout

La ricerca Nexi-Teleperformance 2024 colloca PayPal tra i metodi di pagamento più citati dagli acquirenti online italiani. Tra i wallet digitali, Stripe cita a titolo di esempio Google Pay e Apple Pay.

Il peso di questi strumenti non va letto come una sostituzione delle carte. Wallet e account di pagamento si appoggiano a una carta o a un conto già registrati dal cliente. Servono a eliminare i passaggi in cui si inseriscono i dati ogni volta.

Per un e-commerce è un vantaggio di configurazione. Chi paga con un wallet non ricompila il form della carta, non sbaglia una cifra e non deve recuperare il portafoglio fisico. A generare abbandoni sono i passaggi in più: creazione forzata dell'account, inserimento manuale dei dati, redirect inattesi.

Conviene quindi presentare i wallet accanto alle carte, non al posto loro, lasciando che il cliente riconosca il proprio metodo abituale. L'effetto è più evidente su mobile, dove la compilazione manuale è più scomoda che da desktop.

Il criterio operativo è duplice. Accettare sia i circuiti sia i wallet più diffusi tra il proprio pubblico. Verificare che l'integrazione sia dichiarata in modo riconoscibile nel checkout, con i loghi visibili prima della scelta del metodo.

Un pagamento che il cliente riconosce a colpo d'occhio richiede meno fiducia di uno che deve interpretare.

Buy Now Pay Later e pagamenti dilazionati: quando ha senso offrirli

A livello mondiale il Buy Now Pay Later ha registrato una crescita del +8,2% sul 2023. Arriva a rappresentare il 5% della spesa eCommerce.

In Italia l'uso delle soluzioni di pagamento dilazionato è ulteriormente cresciuto nel corso del 2024, sia nei negozi fisici sia online. Le offrono player specializzati e alcuni operatori del credito al consumo.

Crescono anche gli strumenti creditizi flessibili e digitali per finanziare beni e servizi di consumo di valore contenuto, con un bacino di utenti più ampio. Crescono le linee di credito non associate a una carta: finalizzate (B2B2C, in partnership con gli esercenti anche a sostegno dell'eCommerce) e non finalizzate (B2C).

Il profilo d'uso indica dove il BNPL funziona meglio: beni e servizi di valore contenuto. Sono carrelli che il cliente potrebbe permettersi subito ma preferisce distribuire nel tempo. Inserirlo su tutta la gamma, senza distinzione di categoria o importo, rischia di spostare l'attenzione dal prodotto alla rateizzazione.

L'Osservatorio Assofin-Ipsos-Nomisma segnala la diminuzione dell'uso multiplo simultaneo del BNPL nel corso del 2025. Viene letta come segno di un approccio più responsabile e strategico.

Va considerato anche il quadro regolatorio. L'inclusione del prodotto nel perimetro della nuova Direttiva europea sul credito ai consumatori è prevista. La direttiva sarà in vigore in tutta la UE da novembre 2026 e con ogni probabilità condizionerà le dinamiche di crescita nel prossimo futuro. Chi integra il BNPL oggi dovrebbe verificare con il fornitore come si adeguerà a questo quadro.

Pagamento alla consegna: una nicchia da valutare, non da subire

Nonostante la digitalizzazione, il pagamento alla consegna in contanti è ancora adottato dal 10% degli utenti italiani, soprattutto nelle fasce d'età più tradizionaliste. In alcune categorie — prima esperienza d'acquisto su un negozio sconosciuto, pubblico più anziano, prodotti destinati a chi preferisce verificare di persona — questa quota pesa più della media e può decidere se un ordine parte o no.

Offrirlo significa assumersi una catena di costi e rischi che non compaiono nel prezzo del prodotto. Il corriere anticipa o incassa l'importo e poi lo riversa al venditore, con tempi di accredito più lunghi rispetto a una carta. Una spedizione rifiutata alla consegna genera un rientro con spese di trasporto e merce da ricollocare. La gestione del contante richiede riconciliazioni contabili aggiuntive.

I contratti dei corrieri prevedono in genere un corrispettivo specifico per il contrassegno. Va verificato in negoziazione insieme ai tempi di riversamento.

Il criterio pratico è delimitare. Attivare il contrassegno dove la domanda lo giustifica, eventualmente con un costo di servizio esplicito o una soglia di importo, e non renderlo la modalità predefinita. Se i volumi di ordini rifiutati crescono, il problema è a monte: informazioni sul prodotto, tempi di consegna, condizioni di reso. Non è il metodo di pagamento.

Pro e contro del contrassegno per l'e-commerce italiano

  • ProRisponde alle esigenze di utenti tradizionalisti e anziani; può decidere se un ordine parte o no.
  • ControCosti aggiuntivi per corriere; rischio rifiuto consegna; tempi di accredito più lunghi; complessità contabile per il contante.

Bonifici, SEPA e addebiti diretti: opzioni complementari

Per la clientela business e gli ordini di importo elevato il bonifico resta il metodo di riferimento. Si concilia con la fatturazione, i pagamenti a scadenza e i processi amministrativi dell'acquirente aziendale.

L'addebito diretto SEPA ha senso quando il rapporto è ricorrente o continuativo, perché sposta l'iniziativa del pagamento dal cliente al venditore.

Per un e-commerce consumer, entrambi non sono immediati. Il bonifico richiede la verifica dell'accredito prima della spedizione; l'addebito diretto richiede un mandato.

Sul fronte europeo conviene distinguere i metodi locali. I provider che operano in più Paesi includono nel catalogo europeo, tra gli altri, SEPA, iDEAL, Bancontact, Dankort, girocard, Twint, Payconiq e Bluecode.

Per chi vende in Germania, Paesi Bassi, Belgio o Danimarca questi strumenti possono incidere più di un wallet internazionale. Sono quelli che l'acquirente trova già nel proprio home banking.

La regola di selezione è il mercato di destinazione, non la completezza dell'elenco. Ogni metodo aggiunto è una voce in più nel checkout, un'integrazione da mantenere e una riconciliazione contabile diversa. Se il pubblico è italiano e consumer, l'utilità marginale di un metodo locale estero è pari a zero. Se si vende in più Paesi, va attivato il metodo dominante di ciascun mercato e nascosto per gli altri.

Sicurezza e semplicità: i criteri che decidono il metodo

Secondo la rilevazione Nexi-Teleperformance 2024, la sicurezza è il principale driver nella scelta del metodo di pagamento, seguita da velocità e semplicità d'uso. Le rilevazioni di mercato confermano la stessa direzione. Quasi il 50% dei consumatori italiani ed europei preferisce i pagamenti cashless, con carte e digital wallet tra i favoriti. La preferenza si costruisce su comodità, velocità e sicurezza.

Questo ha conseguenze concrete sulla pagina di pagamento. Mostrare in anticipo i loghi dei circuiti e dei wallet accettati riduce l'incertezza prima che il cliente investa tempo nella compilazione. Indicare con chiarezza tempi e modalità di rimborso in caso di reso risponde al timore che precede la sicurezza tecnica. Chiedere solo i dati necessari al pagamento evita passaggi percepiti come rischio aggiuntivo.

L'autenticazione richiesta dalla banca dell'acquirente non si può eliminare. Si può spiegare nel testo della pagina per evitare che venga interpretata come un errore o un tentativo di truffa.

Il criterio per valutare un metodo di pagamento non è solo il costo per transazione. Conta quanti passaggi aggiunge e quanta familiarità offre al cliente. Un metodo poco riconosciuto, anche se economico, può costare più di quanto faccia risparmiare se induce l'abbandono del carrello.

Come impostare il checkout: priorità, contesto e omnicanalità

La configurazione va costruita sulle quote di utilizzo effettive. Come visto, PayPal e le carte di debito sono i riferimenti principali tra gli acquirenti online italiani. Vanno collocati in cima all'elenco dei metodi, con i wallet immediatamente accanto perché alimentano gli stessi pagatori.

Il BNPL si aggiunge come opzione su carrelli di valore contenuto. Le prepagate vanno accettate senza distinguerle dalle altre carte. Il bonifico va riservato alla clientela business o agli ordini elevati. Il contrassegno va attivato solo dove la domanda lo giustifica e con i costi di gestione messi in conto.

Sul piano dell'esperienza, un'impostazione omnicanale significa offrire più modalità di pagamento e garantire fluidità tra i canali. Il consumatore sceglie come e dove acquistare. Se il negozio fisico accetta un certo circuito o wallet, l'e-commerce dovrebbe accettare gli stessi, perché il cliente tende a riutilizzare ciò che ha già usato. Vale anche in direzione opposta, per acquisti online con ritiro o pagamento in negozio.

Checklist operativa per scegliere i metodi in base a pubblico, categorie e obiettivi. 1) Censire i metodi già usati dai propri clienti nel negozio fisico e nel customer care. 2) Verificare con il fornitore di pagamenti l'accettazione di Postepay e delle prepagate, oltre ai circuiti principali.

  1. Attivare i wallet più diffusi e controllarne la resa su mobile. 4) Decidere se e su quali categorie introdurre il BNPL, tenendo conto della direttiva europea sul credito ai consumatori in vigore da novembre 2026. 5) Delimitare il contrassegno con soglie o costi di servizio e monitorare i rifiuti alla consegna.
  2. Attivare metodi locali esteri solo per i mercati in cui si vende realmente. 7) Disporre i metodi nell'ordine delle quote di utilizzo del proprio pubblico, non in ordine alfabetico o di contratto. 8) Verificare che loghi, tempi di rimborso e spiegazione dell'autenticazione bancaria siano visibili prima della scelta del metodo.

Checklist strategica per configurare il checkout e-commerce in Italia

  • 1) Censire i metodi usati dai clienti nel negozio fisico e nel customer care
  • 2) Verificare accettazione di Postepay e prepagate con il fornitore di pagamenti
  • 3) Attivare wallet più diffusi (Apple Pay, Google Pay) e testarne la resa su mobile
  • 4) Decidere su quali categorie introdurre il BNPL, considerando la direttiva europea dal novembre 2026
  • 5) Delimitare il contrassegno con soglie o costi di servizio; monitorare rifiuti alla consegna
  • 6) Attivare metodi locali esteri solo per mercati target reali
  • 7) Disporre i metodi in base all'utilizzo effettivo del pubblico, non in ordine alfabetico
  • 8) Mostrare loghi, tempi di rimborso e spiegazione dell'autenticazione bancaria prima della scelta

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